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Roma una vera passione

weekend a romaPer il mio compleanno, mio marito quest’anno mi ha fatto una splendida sorpresa: conoscendo bene la mia passione per Matisse, mi ha regalato un romantico week end a Roma per andare a visitare la mostra ospitata dalle Scuderie del Quirinale.

Per il nostro soggiorno ha scelto la Romantic Suite dell’Atmosfere guest house: davvero deliziosa, questa sistemazione si trova nel cuore di Roma, a due passi da Piazza San Pietro e Castel Sant’Angelo e mi ha subito impressionata favorevolmente. Arrivarci è stato semplicissimo: dalla stazione abbiamo preso la metro e siamo scesi alla stazione Ottaviano, a due passi dall’appartamento. I nostri ospiti sono stati davvero squisiti e ci hanno accolto con calore, professionalità e simpatia, dandoci tutte le informazioni di cui potevamo avere bisogno.

Appena arrivati, abbiamo lasciato i nostri bagagli e siamo partiti alla volta delle Scuderie dove siamo rimasti estasiati dalla bellissima mostra. Dalla vetrata di Gae Aulenti abbiamo goduto della vista spettacolare sul pomeriggio romano che ci ha invogliato a dedicare la serata a una romantica passeggiata sul Lungotevere. La sera, dopo una cenetta in un localino tipico di Trastevere, siamo tornati nel comfort della nostra Suite a goderci un po’ di meritato riposo.
Il mattino dopo ho approfittato della comodità della cucina perfettamente attrezzata per preparare una buona colazione e poi siamo partiti alla scoperta di Castel Sant’Angelo, a due passi dalla Suite. Non l’avevamo mai visitato ed è stato davvero una bellissima scoperta. Dopo un’immancabile visita alla grandiosa Basilica di San Pietro, abbiamo deciso di prendere la metro per arrivare in uno dei quartieri più caratteristici del cuore di Roma, quello dell’antico ghetto ebraico. Da tempo, infatti, avevamo la voglia di gustare uno dei piatti tipici della cucina ebraico-romana, i carciofi alla giudia. Un localino del ghetto che ci avevano consigliato degli amici ha fatto davvero al caso nostro e…che dire, è stato davvero un pranzo delizioso. Dopo questa pausa non poteva mancare un’ultima tappa culturale nella nostra seconda giornata romana: una visita alla sinagoga. La visita guidata è stata davvero interessante e ci ha fatto venire voglia di approfondire le nostre conoscenze nel museo annesso.

Il pomeriggio, invece, è stato tutto dedicato al relax: avevamo voglia di visitare uno dei parchi romani più romantici, il Giardino degli Aranci, e così abbiamo preso la metro e siamo scesi al Circo Massimo, che dista pochi minuti dalla villa. Mio marito, vero appassionato di fotografia, è rimasto deliziato dalla vista spettacolare che si gode dal belvedere, a detta di tutti i romani una delle vedute più panoramiche sulla città. E, visto che una foto tira l’altra, non abbiamo resistito a visitare anche lo Zodiaco, un belvedere a 139 metri di altezza detto anche “percorso degli amanti” per il suo romanticismo. I Castelli Romani, da qui, sono una vista commovente al tramonto. Dopo un aperitivo in uno dei locali lungo il percorso, siamo tornati, stanchi e soddisfatti, alla nostra Suite, dove siamo stati accolti dalla comodità del nostro letto.

L’ultimo giorno, prima della partenza, è stato immancabilmente dedicato a uno spensierato giro di shopping tra le piazze del centro, alla ricerca di qualche ricordino speciale per i bimbi rimasti a casa con i nonni.
Il nostro soggiorno romano è stato davvero gradevole e la nostra Atmosfere Guest House è stata davvero il luogo ideale per riposarci e muoverci liberamente con facilità per tutta la città. Progettiamo di tornare al più presto con i nostri figli per far conoscere anche a loro le meraviglie della città eterna.

Un caffè spettacolare!

caffe spettacolareCos’è il caffè nel nostro mondo, e cosa significa in Italia prendere un caffè assieme? Qualcosa di infinitamente più grande della degustazione di una semplice bevanda. Un gesto, un atto, che porta con sè significati profondi, antichi, che trovano le loro radici in una scoperta di oltre mille anni fa.

Era il 900, forse il 1000 dopo Cristo, quando nelle zone dell’odierno Yemen e dell’Arabia gli sceicchi come la popolazione locale usavano sorseggiare una bevanda dalle qualità energiche e corroboranti, che le autorità lodavano come bevanda divina, ben differente rispetto alla tradizionale Qat che intorpidiva la mente. Ma le origini del caffè si impiantano in tempi ancora più antichi, dei quali non ci è rimasta alcuna traccia sicura, ma solo molte leggende che si intersecano fra di loro: basti pensare che secondo alcuni storici, il caffè veniva bevuto già ai tempi di Omero.
Quello che è sicuro è che dallo Yemen questa preziosa bevanda si diffonde fino al Mar Rosso e a Medina, dove diventa noto come il “Vino dell’Islam”, e quindi si diffonde a Costantinopoli e in Egitto.

La bevanda giunge in Europa nel 1615, imbarcata sulle navi dei commercianti veneziani sulle rotte che legavano Venezia con il Vicino Oriente, e proprio nella città delle Lagune il caffè si diffonde conoscendo un grande successo. Ne venivano vantate le qualità digestive ed energiche, mentre si moltiplicavano i caffè nelle piazze, sotto i portici; la gente si ritrovava assieme per sorseggiarlo e discutere degli eventi della giornata, le Botteghe dedicate a questa bevanda erano sempre affollate.
Da questa moda nacque una tradizione che ancora oggi, nel Bel paese, è molto sentita, più che in ogni altro paese d’Europa.
La produzione del caffè è ancora oggi un processo che attinge alla tradizione e alla devozione popolare verso questa bevanda; i chicchi prescelti, delle diverse qualità, vengono dapprima tostati, portandoli ad alte temperature, affinché possano sprigionare tutte le loro essenze e caratteristiche; dopo di che vengono macinati, più grossolanamente o più finemente a seconda della qualità di caffè che si voglia ottenere. Il caffè può essere preparato in casa, utilizzando la moka, oppure con la macchinetta espresso, tipica dei bar. La seconda ottiene un caffè dal sapore più intenso e più concentrato, e con la tipica schiumetta in superficie. Il caffè della moka è invece solitamente più lungo, diluito, e quindi più leggero.

La macchina per fare il caffè espresso nasce alla fine dell’Ottocento dall’idea di un italiano, Angelo Moriondo, per ottenere un buon caffè molto velocemente. I vari modelli si sono via via raffinati, fino ad arrivare alle moderne macchine per espresso da bar, in grado di produrre diversi caffè contemporaneamente, sempre di altissima qualità. Con l’espresso da bar si è in grado di ottenere la caratteristica crema di superficie, che si crea solo quando i chicchi sono stati macinati e quindi preparati correttamente.
Vi sono luoghi in Italia dove la degustazione del caffè si è trasformata in passione, e poi in vera e propria arte; luoghi come da Chapeau www.caffespettacolare.it, il locale di Roma vicino al Teatro delle Muse, dove il caffè è il fiore all’occhiello di un’offerta ampia e dettagliata.
Il bar accoglie i suoi clienti in un’atmosfera curata nel dettaglio, fra le sue sale dall’arredamento minimal, proponendo piatti sfiziosi per ogni momento della giornata, dalla colazione fino al pranzo, dall’aperitivo pre-teatro alla cena. Fra le sue atmosfere soffuse, è possibile gustare il piatto del giorno o ordinare un semplice caffè. E a questo punto cambiano molte cose, perché un espresso gustato da Chapeau non è mai un “semplice caffè”.
Lo si capisce già dalle prima luci del mattino, quando ci si appresta a domandare la bevanda più amata d’Italia al bancone del bar. Il profumo, quello genuino dei chicchi tostati, si confonde subito con quello dell’espresso che prontamente vi sarà offerto. Gustare un caffè a Roma fatto come tradizione comanda è il must per ogni italiano, sia mattina, pomeriggio oppure dopo cena.
Se amate il sapore genuino, l’osservanza della tradizione e volete trasformare un gesto quotidiano in qualcosa di indimenticabile, segnatevi l’indirizzo e non resterete delusi.

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