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Come e dove vendere diamanti usati

Chi possiede diamanti in blister, gioielli o anelli con solitari frutto di regali di fidanzamento, battesimo o compleanno e desidera venderli a chi si deve rivolgere? La soluzione migliore è affidarsi a professionisti seri, che effettuano valutazioni accurate e offrono quotazioni coerenti con quelle del mercato dei diamanti usati. L’Istituto Gemmologico di Roma- IGR, è un vero punto di riferimento nel settore della compra vendita diamanti e realizza consulenze dirette alla stima delle pietre preziose e all’individuazione del suo esatto valore di mercato.

A chi vendere diamanti usati?
In Italia, sono molti i privati che vendono diamanti usati, per far fronte a esigenze di liquidità, trarre un guadagno da un oggetto che non indossano o che per qualsiasi altro motivo vogliono liberarsene. Un’operazione che sembra semplice, ma in realtà se non si conoscono bene le caratteristiche delle pietre e i criteri di valutazioni, si rischia di arrivare impreparati alla trattativa e di non trarre il massimo profitto dai preziosi. Quando un privato vende diamanti deve affidarsi a gemmologi esperti e professionali, che esaminano attentamente la pietra, attribuendogli il giusto valore. Mentre sono da evitare le gioiellerie non specializzate e i compro oro che non dispongono di gemmologi professionisti. Un’altra alternativa per vendere diamanti in blister o incastonati in gioielli è di rivolgersi alle case d’asta o ai commercianti di pietre preziose. Nel primo caso si deve trattare di diamanti di grande valore, altrimenti non vengono presi neanche in considerazione, nel secondo si rischia di ricevere un valore al di sotto di quello effettivo.

Come vengono quotati i diamanti?
Il valore dei diamanti, a differenza dell’oro, non dipende solo dal peso o dai carati, ma anche da diversi fattori tecnici. In particolare, vengono considerate le 4C, ovvero colore, la limpidezza, il taglio ed il peso. Elementi che possono essere rilevati da operatori competenti e dotati di strumentazioni innovative.
IGR, vanta un’esperienza ultradecennale nella compra vendita e della valutazione diamanti e mette a disposizione dei privati, personale qualificato che avvalendosi di macchinari all’avanguardia, possono fornire stime oggettive e veritiera del diamante.
I gemmologi di IGR, diplomati in istituti riconosciuti a livello internazionale, eseguono un’analisi completa e dettagliata della pietra, in relazione alla quale avanzano una proposta economica, che il cliente è libero di accettare o meno. Una volta raggiunto l’accordo, l’operatore procede con l’erogazione della somma pattuita.

Come vendere diamanti certificati?
I diamanti certificati sono quelli che sono più agevoli da valutare, in quanto sono completi della loro cosiddetta carta di identità, in cui vengono elencate le principali peculiarità, riassunte nelle sopracitate 4C. Il valore di questi viene individuato tenendo conte di tali caratteristiche della pietra e facendo riferimento al Rapaport, il listino prezzi dei diamanti riconosciuto a livello internazionale.

A chi chiedere la certificazione diamanti?
La vendita dei diamanti senza certificazione può avvenire senza problemi, facendoli semplicemente esaminare da un professionista che ne indica il prezzo. In alternativa, prima della compravendita, si può chiedere di certificarli a un gemmologo accreditato.
Il laboratorio IGR rilascia la certificazione diamanti, dopo aver analizzato la pietra, attestandone la massa, dimensioni, purezza e taglio e allegando una foto. Inoltre, per quelli con taglio brillante o forma rotonda aggiunge un giudizio sulle proporzioni.

La certificazione diamanti è sempre necessaria?
La certificazione diamanti non sempre è necessaria per la loro quotazione. Infatti, se la pietra non è in buone condizioni, se presenta difetti, impurità, il taglio o il colore sono di scarsa qualità, la certificazione porterebbe sono ad attestare tali caratteristiche e quindi è meglio evitarla. In questi casi, basta farla periziare da un gemmologo di IGR, che usando i criteri internazionale, può fornire l’esatto valore in pochi minuti gratuitamente.

In conclusione, per la vendita di diamanti usati, in blister o combinati con gioielli, per ottenere una quotazione reale e coerente con il valore di mercato è bene sempre fare affidamento a gemmologi professionisti, che hanno le competenze e i mezzi per fare stime vere, senza raggiri.

Funzionamento di un termometro da Forno

Unknown-37Il termometro da forno è uno strumento essenziale in cucina, sopratutto per i professionisti della ristorazione che devono rispettare determinati standard al fine di riuscire ad accontentare una clientela sempre più esigente e raffinata; non è infatti necessario solamente saper condire, tagliare e friggere, ma bisogna anche essere in grado di tenere sempre sotto controlla la temperatura delle proprie preparazioni, caratteristica che influisce in modo molto notevole sulla riuscita finale del piatto e sulla conseguente soddisfazione del cliente. Per misurare tali temperature affidarsi al forno può non essere sufficiente, per quanto costoso e moderno possa essere, durante la cottura di un piatto subirà sempre alcune variazioni di temperatura; qui fortunatamente entra in gioco il termometro da forno, estremamente preciso e resistente, in grado di tenerci aggiornati in tempo reale sulla temperatura interna del forno, andiamo a vedere meglio di cosa si tratta!
Come funziona un termometro da forno
Come vi abbiamo accennato all’inizio, durante il processo di cottura il forno subisce forti sbalzi di temperatura, ciò significa che se impostiamo il forno a 300° per cuocere una pizza, esso non manterrà mai una temperatura costante, bensì avrà dei cali anche fino a 250°, rovinando l’omogeneità della cottura senza darci la possibilità di agire. Installando però il termometro da forno, che grazie ad una speciale sonda è in grado di rilevare immediatamente le variazioni di temperatura, potremo subito accorgerci di queste variazioni, agendo di conseguenza. Essendo il termometro da forno progettato per operare all’interno di uno spazio estremamente caldo, ha una struttura resistente in acciaio in ossidabile e un quadrante in vetro temperato, non necessita di alcuna particolare manutenzione, se non di qualche pulizia sporadica per non far accumulare i residui di grasso sullo schermo.
Come installare un termometro da forno professionale
Al contrario di quanto si potrebbe inizialmente pensare, installare il termometro da forno non è una procedura particolarmente complicata; tuttavia richiede un pò di attenzione e pazienza. Innanzitutto partiamo dalla cassa, che come avrete sicuramente notato presenta dei fori, necessari per installare l’apparecchio con delle viti; munitevi quindi di un avvitatore e posizionate la cassa nel punto più adatto a voi, ricordate però di evitare i luoghi troppo umidi, sul retro dello strumento è presente un piccolo forellino, che se tappato dall’umidità comprometterebbe sicuramente l’intero funzionamento del termometro. Una volta fatto ciò possiamo occuparci della sonda, da posizionare preferibilmente sopra la volta del forno, lontana dal forte calore. Assicuratevi inoltre che non siano presenti elementi in grado di danneggiare o indebolire la struttura della sonda, che come ben sappiamo al suo interno contiene il gas inerte necessario alla misurazione della temperatura, senza il quale l’intero apparecchio diventerebbe completamente inutile. Infine non ci rimane che applicare il bulbo che misura la temperatura; essendo molto sensibile alle variazioni di calore, ed estremamente accurato, basterà praticare un foro di inserimento assicurandosi che il bulbo si affacci all’interno del forno di quattro centimetri, la distanza necessaria per una misurazione corretta. Completato il tutto, potrete finalmente avere pieno controllo sui piatti in preparazione, che saranno in grado di soddisfare anche le persone più esigenti!

Demolizioni Edili controllate a Roma

demolizioni industriali e civiliLa riqualificazione del territorio e la ricostruzione spesso richiedono l’intervento di specialisti della demolizione che siano in grado di liberare il territorio e bonificarlo in assoluta sicurezza e nella tutela dell’ambiente.La decostruzione di edifici civili può influire sul successo del progetto complessivo. Se la demolizione di palazzine chiede come impegno la divisione dei materiali di scarto, per un facile smaltimento, più complessa è la demolizione di impianti industriali che richiedono competenze altamente specializzate.

DEMOLIZIONE IMPIANTI INDUSTRIALI
Gli impianti industriali si compongono, si, di capannoni, ma anche di impianti produttivi che vanno smantellati seguendo le procedure di sicurezza, che si differenziano a seconda delle sostanze che venivano trattate all’interno dell’impianto stesso in funzione. Gli impianti che trattano i materiali più pericolosi sono quelli chimici, petrolchimici, farmaceutici. Le procedure che si adotteranno saranno adeguate alla gestione di ambienti potenzialmente pericolosi ed esplosivi. Occorrerà dunque procedere con cautela facendo:

Sopralluogo tecnico, per verificare lo stato degli impianti, revisionando la documentazione sulla struttura e sul suo funzionamento;
Elaborare un piano di demolizione, stabilendo come demolire, smontare, recuperare e smaltire;
Provvedere ad eventuale bonifica dell’impianto.
Discorso diverso per gli impianti che devono essere recuparati e spostati, in quanto essi nell’operazione non devono venir danneggiati.
SMALTIMENTO RIFIUTI
Tematica di interesse collettivo sarà poi lo smaltimento dei rifiuti pericolosi derivanti da tale lavoro, essi devono essere portati all’estero. I materiali ferrosi, dopo la decontaminazione possono essere recuperati e valorizzati.
Occorrono società che si occupino di ritiro, trasporto e smaltimento dei rifiuti delle lavorazioni edili come cemento, mattoni, ceramiche, materiali a base di amianto, asfalti, vetri, plastiche. Due i tipi di intervento che a tal fine, possono adottare le ditte specializzate:

Ritiro con cassoni scarrabili: il cassone si consegna al cantiere che provvederà a riporvi dentro i materiali di scarto. Verrà poi compilato il formulario e la ditta provvederà dunque, periodicamente a portare via il cassone, svuotarlo e poi riportarlo vuoto al cantiere;
Ritiro tramite autocarri di proprietà: la ditta si reca al cantiere con il proprio mezzo, il cui cassone verrà riempito meccanicamente o manualmente con tutto il materiale di scarto. Verrà compilato il formulario e i materiali verranno trasportati, smaltiti e riciclati.

DEMOLIZIONE CONTROLLATA
Tipo di demolizione che richiede una particolare preparazione è quella controllata. Tecnica che provvede alla rimozione localizzata delle parti, modifica strutturale e taglio di strutture in materiali compatti, inoltre demolizione localizzata o totale di manufatti edili, interventi per il rinforzo strutturale delle opere.
Occorre saper programmare l’attività e saper utilizzare tecniche come:

Taglio a disco diamantato;
Taglio a filo diamantato;
Il carollaggio;
La pinzatura manuale o radiocomandata;
Divaricazione idraulica;
L’idrodemolizione.

SERVIZI EDILI ROMA
Molte le ditte che si occupano di tutte queste procedure, ma nome di spicco è questa impresa, che opera su tutto il territorio laziale occupandosi di progettazione, realizzazione e gestione degli impianti di depurazione delle acque, movimento terra, lavori edili, demolizione cemento armato, ritiro, trasporto e smaltimento rifiuti.
Offrono ai loro clienti un livello di professionalità elevato. Il loro lavoro di demolizione non ha solo lo scopo della totale rimozione dell’edificio, ma anche la tutela dell’ambiente, fare in modo che ogni singola operazione venga svolta con la massima cura.
Il lavoro di Servizi Edili Roma viene svolto in diverse fasi:

L’intera area interessata viene messa in sicurezza, al fine di evitare un alto impatto ambientale;
Vengono rimossi gli elementi metallici e di legno;
Si procede a demolizione grazie a una adeguata strumentazione;
Si riduce in polvere calcestruzzo e altri materiali che verranno poi raccolti e differenziati per un corretto smaltimento.

Inoltre la Servizi Edili Roma può occuparsi dello smaltimento dei rifiuti derivanti da lavorazioni edili, in quanto iscritta all’albo nazionale dei gestori rifiuti.

Come misurare i millibar?

millibar-87948490I millibar: che cosa sono e la loro origine
Il millibar è, insieme al Pascal, una delle unità di misura utilizzate per misurare la pressione atmosferica. Utilizzato principalmente nei Paesi dell’Unione Europea, questo valore di misurazione può vantare un impiego in diversi contesti, da quello legato alle previsioni del tempo a quello che legato a vari settori dell’industria.
Questa unità ha visto la sua introduzione agli inizi del 1900, quando il meteorologo norvegese Vilhelm Bjerknes, uno dei padri delle previsioni del tempo come sono intese oggi, ne implementò l’utilizzo.
Il bar, uno dei multipli del millibar, è stato chiamato con questo nome come riferimento al termine greco baros, che significa peso.

Applicazioni atmosferiche del millibar
Il millibar non è un valore presente sulla scala internazionale dei valori, ma è comunque molto utilizzato in diversi contesti su scala globale.
Questo perché è una misura numericamente molto conveniente, e si può applicare con facilità alla pressione atmosferica in diversi punti sia al livello del mare che in luoghi dall’altitudine più elevata.
L’utilizzo del millibar nelle previsioni metereologiche è preferito da molti esperti, anche se alcuni preferiscono rivolgersi ai sottomultipli del Pascal; nonostante ciò, il millibar si può trovare in diversi report, come quelli che gli scienziati americani stilano a seguito dell’apparizione di uragani e tornadi.
Ma le applicazioni del millibar non si fermano solo alla misurazione della pressione atmosferica nel campo della meteorologia, ma sono numerose anche per diversi settori industriali.
Per quanto riguarda l’industria farmaceutica, chimica e alimentare i millibar sono impiegati per la misurazione di fluidi e gas di vario tipo.

Uno strumento per misurare i millibar con precisione: il manometro
Questo strumento è solitamente impiegato per misurare i millibar, ed è progettato apposta per avere un’idea precisa del valore di pressione dell’aria in diversi contesti.
Semplice ed accurato, il manometro ha come vantaggio la maneggevolezza e la facilità di utilizzo.
In commercio sono disponibili diversi modelli e tipologie, e una delle più apprezzate comprende i cosiddetti manometri differenziali.
Questi possono comprendere diversi sistemi di misurazione, quali:
• a pistone magnetico;
• a doppia membrana;
a doppio tubo di Bourdon.
Ognuno di questi può trovare la propria applicazione in diversi ambiti industriali, in quanto si tratta di apparecchi sofisticati che possono vantare una grande precisione.

Monometri differenziali, alleati perfetti per misurare la pressione atmosferica
Una tipologia decisamente apprezzata per la sua precisione è quella dei manometri differenziali serie MNSS-DP, che utilizzano come elemento sensibile un soffietto AISI 316 efficace anche sui campi scala più bassi.
Questo strumento permette una misurazione molto accurata della pressione gas e liquidi, e la sua eccellente capacità di misura dei millibar permette di localizzare con facilità i valori di pressione positiva, negativa e differenziale, agendo con precisione anche in ambienti sottovuoto.
Tramite l’utilizzo di questo manometro differenziale si può procedere a misurazioni precise in diversi ambiti di lavorazione, come quelli riguardanti l’industria farmaceutica, chimica, petrolchimica e alimentare.
In tutti questi settori riuscire a misurare con precisione i millibar e la pressione è fondamentale, in quanto i valori dell’aria rispetto a un altro determinato ambiente devono corrispondere a degli standard ben precisi.
Un’altra caratteristica di questi manometri è la loro eccellente resistenza, che permette a tutte le componenti di non essere intaccate facilmente da materiali dannosi come liquidi corrosivi.
Contraddistinti da un margine di errore minimo e da un diametro di varie misure, i manometri serie MNSS-DP permettono di misurare valori di pressione differenziali che vanno da 10 mbar fino a 160 mbar, dove il “mbar” rappresenta proprio il millibar indicato prima: una scala decisamente ampia, ideale per agire con facilità su diversi fluidi e gas.
La misurazione dei millibar tramite un manometro differenziale MNSS-DP è così molto più semplice e precisa, permettendo di sfruttare al massimo i valori riferiti a quest’unità di misura.

Manometro a capsula o a membrana?

Manometro_MembranaI manometri sono adatti per misurare la pressione relativa, assoluta e differenziale. In questa guida saranno illustrati nel dettaglio le caratteristiche del manometro a capsula e del manometro a membrana.

Caratteristiche del manometro a membrana
La caratteristica principale di questa tipologia di manometro è una membrana circolare ondulata e saldata tra due flange. Il principio di funzionamento è di per sé una semplice applicazione di pressione. Il piegamento della membrana è trasmesso da un manovellismo che aziona l’ago.

Funzionamento di un manometro a membrana
Il percorso della membrana è veramente breve, circa un millimetro, che consente un’elevata precisione. Tuttavia, questa caratteristica implica il rispetto di elevati standard di qualità per il materiale, lo spessore, il diametro e il contorno della membrana ondulata, che insieme determinano le caratteristiche e il risultato preciso della misurazione per il campo di pressione. I manometri a membrana misurano in modo eccellente la bassa pressione; il valore di misura più basso è 600 mbar.

Vantaggi del manometro a membrana
I manometri a membrana offrono una varietà di opzioni per gli utenti, ad esempio le membrane possono essere fabbricate in una varietà di materiali o rivestimenti speciali per renderli più resistenti alla corrosione. A seconda delle esigenze, una pellicola di materiale speciale viene applicata sulla membrana. Se il materiale lo consente e le caratteristiche necessarie della deformazione elastica soddisfano i requisiti, è anche possibile produrli completamente da questi materiali. In caso di supporti molto aggressivi, la flangia inferiore della membrana può essere ulteriormente rivestita in modo che l’area a contatto con il prodotto sia completamente protetta.

Manometro con membrana di deflusso per applicazioni sterili
Nei processi con mezzi viscosi, sporchi o cristallizzanti, i manometri a membrana possono tappare i condotti stretti dei fili. Per evitare che ciò accada, i manometri a membrana possono essere realizzati con una connessione di processo tramite una flangia aperta, creando così una grande camera di pressione che rende impossibile sedimentare le sostanze. In commercio è presente anche una membrana di deflusso per l’uso in processi sterili, in cui gli elementi sensibili sono fissati direttamente alla connessione asettica del processo per garantire una connessione senza spazi morti..
I manometri a membrana sono concepiti per le massime esigenze in termini di resistenza ai media aggressivi, come quelli dell’industria chimica o petrolchimica.

Caratteristiche dei manometri a capsula
Per pressioni inferiori a 16 mbar i manometri a membrane raggiungono i loro limiti, poiché le membrane dovrebbero essere estremamente fini per raggiungere l’elasticità necessaria e quindi non sarebbero stabili in modo affidabile.
Tuttavia, questo problema può essere risolto con una versione speciale: il manometro a capsula. Gli elementi sensibili della capsula sono costituiti da due membrane saldate, alle quali, di norma, la pressione viene applicata dall’interno, in questo modo è possibile ottenere un doppio percorso della molla. Ciò significa che è possibile misurare pressioni inferiori senza dover ridurre lo spessore della parete.

Vantaggi dei manometri a capsula
I manometri a capsula presentano una camera di pressione che non si svuota automaticamente e quindi non sono adatti per applicazioni con mezzi liquidi.
I sistemi di misurazione a capsula, semplicemente per il loro design, offrono una buona protezione in caso di sovrappressioni, perché la membrana può appoggiarsi contro la flangia superiore; ad esempio: hanno una protezione da sovraccarico standard di 5 volte il valore di scala finale, mentre con i manometri a molla tubolare, questa protezione è solo 1,3 volte questo valore. Inoltre, la protezione da sovrappressione può aumentare molto di più, essendo possibile raggiungere fino a 400 bar. In questi casi, la flangia superiore viene ruotata in modo speciale, creando un negativo della capsula, che verrà supportato alla fine del campo di misura. Sostenendo l’intera superficie, la deformazione plastica diventa impossibile e aumenta la stabilità a lungo termine. Oggi, il design dell’elemento sensibile è determinato dal metodo degli elementi finiti, che consente di risparmiare tempo e costi. La rappresentazione grafica di questo calcolo consente di determinare il luogo delle massime sollecitazioni dovute alla pressione. Dal calcolo è possibile ottimizzare le caratteristiche essenziali come la linearità, la corsa della capsula e la precisione, nonché ottenere una lunga durata del manometro a capsula.

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